Upskirt: quel velo che si solleva nel momento giusto

L’upskirt è un termine derivato dallo slang anglofono che definisce la up skirt photography, ovvero quella tecnica di ripresa dal basso verso l’alto, attraverso telecamere, fotocamere e smartphone, delle zone genitali femminili.

Da sempre ben volute e ricercate, le foto sexy guardoni e le immagini di questo tipo sono presenti nelle arti figurative da sempre. Per i pittori licenziosi del ‘700 -‘800, ad esempio, non era raro utilizzare queste particolari angolature per rendere maggiormente attrattive le loro tele e lusingare i gusti più porconi dei loro sostenitori.

Esaminiamo ora la sociologia del sexy upskirt.
L’upskirt lo possiamo classificare in base al suo contenuto e in base alla sua metodologia di presentazione.

L’upskirt e i suoi contenuti

La tecnica di ripresa può evidenziare i genitali femminili in due differenti modalità:

  • Con biancheria intima, slip nella fattispecie, che tende a contenere avvicinandole fra loro le labbra vaginali, presentando la zona con eventuale rigonfiamento di peli pubici. Tendenzialmente, la foto sexy upskirt di questo tipo mostra quasi sempre il lato adolescenziale della donna;
  • Senza biancheria intima, ovvero a fica nuda. Lascia a intendere grande disponibilità, o comunque il desiderio di avere continua consapevolezza della propria passera durante la giornata, soprattutto quando essa è rasata.

 L’upskirt e la sua metodolologia

Le foto sexy guardoni si classificano anche in base a come esse si sviluppano socialmente.

  • Foto sexy upskirt involontarie. Può accadere che in luoghi pubblici, mezzi di trasporto e simili, un gesto involontario della donna, una noncuranza di qualche posizione, modifichi l’assetto dell’abbigliamento e riveli la presenza della fica nascosta. Il mondo della televisione e dello spettacolo è ricchissimo di upskirt involontari. Uno dei più recenti è forse quello di Maria Elena Boschi, che seduta sul palco di una convention, accavallando le coscione ministeriali, ha sviluppato un sexy upskirt governativo a base di slip color bianco fiore, dando un potente impulso alle seghe di Stato.
  • Foto sexy upskirt volontarie. La donna si mette in posa deliberatamente al fine di mostrare il contenuto inferiore delle sue vesti. Forse l’upskirt più plateale ed eclatante che possiamo ricordare è quello di Sharon Stone nel film Basic Instinct, in cui durante un interrogatorio in commissariato, di fronte a due poliziotti guardoni accavalla le gambe esibendo la propria figa rasata di fresco. Se vi trovate davanti a un caso del genere di upskirt volontario destinato a voi, siete di fronte a: 1) una zoccola di vastissima portata, oppure 2) a una donna che ve la concederebbe all’istante, per cui non dovreste mettere tempo fra l’upskirt appena esibito e la scopata.
  • Foto sexy upskirt occulte. La tecnologia avanzata e la diffusione virale di baracconi multimediali a basso costo permette con sempre maggiore facilità foto sexy guardoni di fiche e parti intime femminili nei luoghi più disparati. Telecamere montate sulla punta delle scarpe, smartphone abilmente posizionati sugli zaini a cogliere movimenti di fica della viaggiatrice seduta di fronte a noi in treno, e mille altri luoghi e contesti possono trasformarsi in teatri di posa di vagine e ani, ripresi in maniera occulta nelle loro odorose posizioni intime. Teniamo, tuttavia, sempre presente che questa ultima modalità di foto sexy upskirt violano la privacy, e chi pratica questi tipo di ripresa all’insaputa della passera di turno è perseguibile penalmente.